SCENA DEL CRIMINENON OLTREPASSAREVILLA SALVEMINISCENA DEL CRIMINENON OLTREPASSAREVILLA SALVEMINI

I reperti

Raccolti nello studio, in biblioteca e in giardino nelle ore successive al ritrovamento del corpo. Non tutti sono ugualmente rilevanti: alcuni spiegano il metodo, altri spiegano solo un alibi, altri ancora non spiegano nulla se non se stessi.

La chiave di ferro sul pavimento

rinvenuta accanto al corpo, all'interno dello studio

La chiave che chiudeva la porta dello studio dall'interno è stata trovata a terra, a circa quaranta centimetri dal corpo del conte, non nella toppa. La serratura risulta chiusa dall'interno al momento dello sfondamento della porta: nessun duplicato mancante dall'armadietto delle chiavi di scorta in cucina.

Il filo di refe nero nello stipite

incastrato in una scheggiatura del legno, lato esterno della porta dello studio

Un frammento di filo di refe nero, lungo pochi centimetri, incastrato in una vecchia scheggiatura del telaio della porta, all'altezza della serratura, sul lato del corridoio. Il legno intorno mostra segni di attrito recente, non presenti nelle fotografie della villa scattate mesi prima per un'assicurazione.

Il globo cavo della biblioteca

biblioteca, adiacente allo studio del conte

Un mappamondo antico su base di legno, parte dell'arredo della biblioteca da generazioni. Il globo si apre a metà lungo l'equatore, un tempo usato per nascondere un piccolo bar privato. All'interno, ripiegato in un panno di velluto, viene trovata una pistola da duello a canna corta appartenente alla collezione esposta in una vetrina della stessa biblioteca — una vetrina che risulta scardinata, ma richiusa con cura per non dare nell'occhio.

Il cuscino bruciacchiato

biblioteca, poltrona vicino alla vetrina delle armi

Un piccolo cuscino decorativo presenta un foro passante e un bordo leggermente bruciacchiato, coerente con l'uso per attutire il rumore di uno sparo a distanza ravvicinata. Non risultava tra gli arredi originali della biblioteca fotografati per l'assicurazione: qualcuno lo ha portato lì.

Il portasigari vuoto

tavolino del salone principale

Il portasigari che Edoardo Conti dichiara di essere andato a riempire in biblioteca quella sera viene trovato vuoto sul tavolino del salone, dove lui stesso lo aveva lasciato prima di allontanarsi. Nessun sigaro nuovo risulta preso dalla scatola in biblioteca quella sera, secondo il maggiordomo, che ne cura personalmente le scorte.

Il fazzoletto ricamato "B."

trovato sotto la finestra dello studio, esterno

Un fazzoletto di lino con l'iniziale "B." ricamata in un angolo, trovato tra i cespugli sotto la finestra esterna dello studio. Le imposte, tuttavia, risultano sprangate dall'interno al momento del ritrovamento del corpo, e la finestra non presenta segni di essere stata aperta quella notte.

Il registro dei debiti al circolo cittadino

recuperato durante la perquisizione della stanza del personale

Un piccolo registro personale con annotazioni su prestiti e debiti di gioco maturati al circolo ricreativo cittadino nell'ultimo anno, intestato ad Amleto Grimani, con una cifra complessiva rilevante ma non abbastanza alta da giustificare, da sola, un movente per un omicidio con arma da fuoco appartenente alla famiglia.

La bozza di testamento con correzioni a penna

scrivania dello studio, sotto un libro contabile

Una bozza preliminare del nuovo testamento, con alcune correzioni a penna di pugno del conte: un nome viene depennato con tre tratti decisi e riscritto a margine con l'annotazione «escluso — vedi rapporto controllo brevetti». Il nome depennato è quello di Edoardo Conti. La bozza non è firmata: la firma definitiva era prevista per quella notte stessa, alla presenza del notaio Falco.