Gli audio
Tre registrazioni recuperate dagli inquirenti: due dalla segreteria telefonica dello studio, una dal dittafono personale del conte, trovato ancora acceso sulla scrivania. I nastri originali sono conservati in archivio; qui trovi la trascrizione integrale, parola per parola, così come fu depositata agli atti.
Segreteria telefonica dello studio — 21:15
RUGGERO: Learco, sono io. Confermo per stasera, dopo i fuochi. Porta tutto già pronto, non voglio perdere tempo con le formule.
FALCO: Sarò lì per le undici. Sei sicuro di voler procedere questa sera, con tutti gli ospiti ancora in casa?
RUGGERO: Più che sicuro. Stasera si chiude la partita, Learco, in tutti i sensi. Voglio che certe persone lo sappiano prima ancora che tu metta la firma sulla carta.
[fine della chiamata]
Dittafono personale del conte — 22:30 circa
[rumore di passi, una porta che si chiude]
RUGGERO: Non pensavo che saresti venuto a chiedermelo di persona. Ammiro il coraggio, se non altro.
VOCE NON IDENTIFICATA: Non sto chiedendo, zio. Sto dicendo che si può ancora sistemare, prima che tu faccia qualcosa che non potrai più ritirare.
RUGGERO: Ho già deciso. Il rapporto parla chiaro, e tra un'ora anche il notaio l'avrà messo nero su bianco. Non c'è nulla da sistemare, ormai.
VOCE NON IDENTIFICATA: Allora hai deciso anche il resto.
[rumore indistinto, forse un oggetto spostato; la registrazione si interrompe bruscamente]
La voce non identificata non è stata riconosciuta con certezza dagli analisti dell'epoca: il disturbo di fondo e la scarsa qualità del microfono del dittafono hanno impedito un confronto vocale conclusivo.
Interrogatorio del maggiordomo Amleto Grimani — mattina del 13 ottobre
INQUIRENTE: Dov'era, tra le 22:00 e le 23:00?
GRIMANI: In cucina e nel salone, per il servizio. Il cinquantenario richiedeva io fossi ovunque e da nessuna parte, come sempre in queste occasioni. Ho forse avuto cinque minuti liberi in tutto, forse meno.
INQUIRENTE: Chi aveva accesso alle chiavi di scorta dello studio, quella sera?
GRIMANI: Solo io, in teoria. L'armadietto in cucina è sempre chiuso, e la chiave la porto io. Ma quella sera la cucina è rimasta incustodita più volte, con tutto il viavai del servizio. Non posso giurare che nessuno vi sia entrato.
INQUIRENTE: Sa qualcosa dei debiti al circolo cittadino?
GRIMANI: [pausa] So che si dice in giro. Non è un segreto che io ami le carte più di quanto dovrei. Ma non ho mai toccato nulla che non fosse mio, se è questo che sta chiedendo.